Il PCI accoglie con profonda soddisfazione l’annuncio del ritiro Usa dalla Siria. Sbaglia certa sinistra preoccupata per il ritiro

di Fosco Giannini, Responsabile Dipartimento Esteri PCI

 

IL PCI accoglie con profonda  soddisfazione e grande contentezza per il popolo siriano l’annuncio, da parte di Trump, del possibile ritiro delle truppe e dell’arsenale militare  USA dalla Siria. Se davvero il ritiro avvenisse, saremmo giunti  finalmente alla fine dell’ennesimo e feroce progetto militare  imperialista e neocolonialista volto, attraverso un immenso spargimento di sangue, alla sottomissione di un popolo e di uno Stato, quelli eroici della Siria. Ciò che rende verosimile l’annuncio del ritiro delle truppe USA è il fatto che in Siria le lotte del legittimo governo di Assad, dell’esercito siriano, del Partito Comunista Siriano sceso in armi, del  popolo siriano che  ha combattuto un’epica Resistenza, l’intervento della Russia, dell’Iran e di Hezbollah a fianco del popolo siriano  contro l’intervento imperialista, hanno di fatto liberato la Siria e sospinto gli USA a questo annunciato  ritiro. Ciò che, tuttavia, non rende ancora sicuro il ritiro delle truppe USA è la spinta intrinseca dell’imperialismo nordamericano a continuare a svolgere il proprio ruolo politico e militare dominante. Molti sono stati, ad esempio, gli annunci di ritiro delle truppe USA dall’Afghanistan, ma da 17 anni, ininterrottamente, l’esercito USA continua a combattere a Kabul la propria guerra imperialista.

La Siria di Assad, sostenuta dalla Russia, dall’Iran e da Hezbollah ha battuto l’ISIS, cancellando cioè sul campo il maggior pretesto USA per rimanere in Siria. Senza più l’ISIS, per molti versi una loro creatura, gli USA non hanno più motivi politici per rimanere, come, senza l’ISIS,  non hanno più nessuna speranza di vincere. Alle forze comuniste, antimperialiste, di sinistra – siriane, medio orientali e internazionali –  tocca ora il compito di levarsi per sostenere e sollecitate a spada tratta il ritiro USA dalla Siria, primo e indispensabile passo per riconsegnare al martoriato popolo siriano la propria autonomia e la propria libertà.

Fa dunque specie che, da alcune aree della sinistra italiana e internazionale, si siano in queste ore levate voci preoccupate per il ritiro americano. Siamo al paradosso! Dopo anni e anni di denunce contro il sanguinario intervento USA, che ha portato alla morte circa 300 mila siriani, che ha distrutto casa per casa, ponte per ponte, città  per città tanta parte della Siria e che ha provocato la fuga, la diaspora disperata di almeno un milione di siriani, ora dovrebbe essere proprio la sinistra a preoccuparsi per il ritiro degli USA?

Il compito dei comunisti, delle forze antimperialiste, anticolonialiste e pacifiste dovrà essere, sin da subito, esattamente il contrario e di fronte agli appelli diretti contro l’annuncio di Trump del ritiro dalla Siria già espressi dal Pentagono, dai “neocons” USA e dall’elite  del Partito Democratico, queste forze dovranno lottare affinché il ritiro sia vero e totale. In nome del popolo siriano.

 

 

 

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