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La situazione determinatasi nella Striscia di Gaza a seguito dei bombardamenti israeliani che si susseguono da giorni, quale risposta all’attacco terroristico di Hamas dello scorso 7 Ottobre, non puรฒ non scuotere le coscienze, essa รจ inaccettabile. Contrariamente a quanto sostengono tanti esponenti del nostro sistema massmediatico non si tratta del diritto di Israele a difendersi. Il bilancio sempre piรน drammatico dei morti, essenzialmente civili, giunto con la strage all’ospedale di Gaza a piรน di 3000, dei quali 1000 sono bambini, ai quali si sommano oltre 13 mila feriti, conferma che siamo di fronte ad una vera e propria indiscriminata carneficina. La catastrofe umanitaria da tanti paventata รจ, alla luce di quanto accade, sotto gli occhi di tutti. Il rischio di un allargamento del conflitto, quantomeno su scala regionale, รจ reale. Il non rispetto del diritto internazionale รจ un dato di fatto, e con esso il trovarsi di fronte a crimini contro l’umanitร  tante volte in altre occasioni denunciati. Quanto sta accadendo conferma che la violenza chiama violenza, e segnerร  il rapporto tra la popolazione israeliana e quella palestinese per gli anni a venire. L’imperativo รจ il cessate il fuoco, la de-escalation, a ciรฒ dovrebbero dedicarsi i vari attori internazionali, a partire dall’Unione Europea, e con essa il nostro Paese, che allo stato non sono andati oltre le parole di circostanza, l’appello al buonsenso. Occorre dire basta alla spirale che allontana sempre piรน dalla soluzione, necessaria e possibile, al problema di fondo, che รจ e resta quello dell’irrisolta questione palestinese. Non puรฒ essere derubricato a mera cronaca il fatto che le delibere dell’ONU circa la necessitร  di affermare con l’esistenza dello Stato di Israele quello di Palestina sono rimaste sulla carta, che a ciรฒ ha fatto seguito una politica israeliana che ha ridotto il territorio antecedente la guerra del 67 da riconoscere ai palestinesi, ne ha immiserito le condizioni, compresso la libertร , leso la dignitร , in un crescendo che ha investito la Cisgiordania e segnatamente la Striscia di Gaza, una prigione a cielo aperto, legittimando tanti a parlare di genocidio. Siamo di fronte a precise responsabilitร  politiche, che la parte israeliana piรน avvertita riconosce al suo Stato, segnatamente ai governi Netanyahu ed alle forze conservatrici e reazionarie che l’hanno sostenuto e lo sostengono, agli USA, che tali politiche hanno nel tempo coperto. Ciรฒ nella consapevolezza che tale situazione ha oggettivamente costituito il โ€œbrodo di colturaโ€ nel quale affondano le proprie radici le forze piรน estremiste, il terrorismo, Hamas, quanti hanno interesse a mantenere, per molteplici ragioni, anche e soprattutto di carattere geostrategico, lo status quo. Occorre porre fine a ciรฒ che sta accadendo, a ciรฒ che si preannuncia, e per fare ciรฒ servono azioni concrete. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: non basta limitarsi a sottolineare il diritto di Israele ad esistere, a difendersi, spendendo parole di circostanza circa quello della Palestina di potere fare altrettanto, serve passare dalle parole ai fatti. Occorre operare in direzione di una soluzione politica del conflitto. Per noi la risposta resta quella dei โ€œdue popoli-due statiโ€, e affinchรฉ ciรฒ si affermi, รจ necessario che i diversi Paesi riconoscano lo Stato Palestinese. Noi, il PCI, in tale ottica, siamo e restiamo al fianco del popolo palestinese, delle sue legittime aspirazioni, e manifesteremo nelle diverse piazze del Paese, anche se il governo italiano decidesse di allinearsi ad altri Paesi europei che inneggiano alla libertร  di espressione salvo poi negarla quando confligge con le proprie posizioni.

La Segreteria Nazionale del PCI


Roma, 18 ottobre 2023

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