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Catania e il caso Riace

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di Roberto Bauccio, Segretario Regionale PCI Sicilia

Ai meno provveduti in punta di diritto, sembra quasi che l’inchiesta che coinvolge il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, abbia tra le finalità quella di smantellare un modello, forse unico in Italia, di integrazione, solidarietà, recupero dei centri urbani etc…. modello che andrebbe esteso a molti piccoli centri, anche in Sicilia, sottoposti ad un continuo spopolamento con conseguente abbandono ed impoverimento dei territori. Come è ovvio, l’attesa è d’obbligo. Siamo certi che i cittadini calabresi saranno più fortunati di quelli siciliani. A Catania, infatti, per provare ad aprire uno squarcio sul “sistema Ciancio”, padrone- editore del quotidiano “La Sicilia”, ci sono voluti quasi 50 anni.

50 anni nei quali la città è stata intrappolata in una gabbia di ferro, fatta dal sodalizio criminogeno tra le classi dirigenti della Città. Imprenditori, politici e tutte le elites locali hanno sempre potuto confidare nell’appoggio esplicito dell’unico organo di informazione cittadino, sostanziale monopolista, sostenitore delle ragioni e degli interessi dei costruttori responsabili del sacco edilizio e dei politici, da Nino Drago a Raffaele Lombardo, che, nel collaudato sistema del Governo del sottosviluppo, hanno utilizzato Catania solo come serbatoio elettorale.

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