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L’immigrazione non è una emergenza!

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di Mauro Alboresi, Segretario Nazionale PCI

Il primo governo Conte, reso possibile dall’accordo intercorso tra Lega e Movimento 5 Stelle, tra le tante politiche che l’hanno caratterizzato negativamente, annovera anche e sopratutto quella di una gestione dei processi migratori come questione di sicurezza nazionale.

E’ da tale approccio che nel 2018 e nel 2019 sono discesi  i cosiddetti decreti sicurezza, i decreti Salvini, che hanno privato i migranti dei diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione e dai trattati internazionali, criminalizzato il ruolo delle ONG e delle tante realtà impegnate nell’accoglienza, messo in discussione importanti processi di integrazione realizzati.

Il risultato di tali norme, di tali politiche, è sotto gli occhi di tutti: più illegalità, più sfruttamento, più povertà. 

E’ ora di dire basta!

Tali decreti, e con essi la Legge Bossi/Fini, devono essere aboliti.

La presunta discontinuità del governo Conte bis, sorretto dal M5S, dal PD, da LEU, da Italia Viva, in tema di governo dell’immigrazione, non può essere soltanto sbandierata, deve essere praticata.

La reiterazione del patto con la Libia, vigente dal 2017 e volto a fermare i flussi migratori,  non va certo in tale direzione.

Nei porti gestiti dalle milizie di Al Serray, infatti, come denunciato dall’UNHCR, “gli immigrati sono esposti a torture, detenzione arbitraria, schiavitù, rischi per la vita, in spregio delle leggi sui diritti umani e marittimi”.

I processi migratori in atto hanno cause precise, che rinviano, tanto, alla responsabilità dei paesi che con essi sono oggi chiamati a misurarsi.

Servono scelte in grado di rispondere adeguatamente ad esse e parimenti agli effetti che ne derivano. 

La soluzione non è quella di politiche securitarie, quale prodotto di un approccio strumentale, volto ad esasperare ed illudere le popolazioni, a sollecitare le paure, ad alimentare la guerra tra poveri, la  proposizione di scorciatoie per mera convenienza di parte. 

Servono politiche tese a governare tali processi in un’ottica sociale, con un approccio organico, inclusivo. 

L’immigrazione è un dato di fatto strutturale, non emergenziale, con il quale si è e si sarà sempre più chiamati a fare i conti. 

I cosiddetti decreti  Salvini, alla prova dei fatti, si sono rivelati disumani, dannosi, la loro cancellazione è il punto di partenza per chi si dichiara in discontinuità con la cultura politica che li ha ispirati. 

Servono fatti, non parole!

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