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Il M5s cambia linea: ora è anche per il MUOS in Sicilia

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I compiti dei comunisti e della sinistra di classe di fronte alla crisi dei “grillini” e alle subordinazioni del governo Conte

 

di Fosco Giannini, Responsabile Dipartimento Esteri PCI

Qual è la politica internazionale del governo Lega-M5S? Come gran parte della politica generale del governo Conte, anche quella internazionale  è avvolta da una grande e voluta nube d’ambiguità, una nube grigia funzionale, nella sua totale mancanza di luce e chiarezza, alle più disparate urla populiste della coppia Salvini-Di Maio.

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 Tuttavia, poiché i fatti  hanno poi la testa dura, pian piano, proprio attraverso i fatti concreti che prendono corpo uno dopo l’altro, la politica internazionale del governo giallo-verde va mostrando la propria natura profonda, che è verosimile sintetizzare in questi, politicamente drammatici per il nostro Paese, termini: la critica essenzialmente parolaia, poiché   priva di un reale progetto strategico di rottura con L’Euro e con la stessa Ue, è, nella sua falsità (ancora populista) solamente e perfettamente funzionale alla costruzione di una politica italiana ancor più subordinata e ciecamente  alleantista con l’imperialismo  USA e con la NATO. E la linea di Trump, volta alla dissoluzione dell’Ue, è utilizzata dal governo Conte sia per confermare la propria (finta) critica all’Ue che per ratificare la genuflessa appartenenza agli USA e alla NATO.

Le ultime prove, in ordine di tempo, della duplice subordinazione del governo Conte sia all’Ue che agli USA e alla NATO sono chiaramente rappresentate, per ciò che riguarda la subordinazione al’Ue, dall’uscita sia del cambiamento della Legge Fornero che del reddito di cittadinanza dal DEF ( come voluto da Bruxelles) e, per ciò che riguarda la subordinazione agli USA e alla NATO, dalla nuova presa di posizione, resa pubblica già il 12 ottobre scorso, della Ministra della Difesa Elisabetta Trenta ( “grillina”) circa il MUOS in Sicilia, che ora, a partire dalla “Memoria” licenziata dallo stesso Ministero della Difesa, è accettato anche dal nuovo governo italiano, dopo essere stato  subito e totalmente assunto dai governi italiani precedenti. Non è affatto casuale, in relazione a questo straordinario, quanto negativo, cambio di linea di politica internazionale da parte del M5S, la pressione che negli ultimi mesi la Marina Militare USA ha pesantemente esercitato sulle forze politiche italiane e sullo stesso, nuovo, governo, una pressione volta ad ottenere il “si” ( dal governo di Roma e da quello siciliano)  alla richiesta USA e NATO di ampliare e rafforzare, all’interno della base militare americana di Ulmo, nell’area di Niscemi, la già possente struttura militare radar, composta, per ora, da ben 46 antenne.

Come è ormai largamente conosciuto, il MUOS ( Mobile User Objective System) è un grande sistema satellitare militare che consente all’esercito nordamericano di costruire e mantenere attiva la rete di contatti fra tutte le unità militari USA e NATO sull’intero pianeta: un sistema, dunque, particolarmente funzionale al sostentamento e all’organizzazione  degli innumerevoli focolai di guerra che l’imperialismo USA accende in ogni angolo del mondo. Un gigantesco sistema radar, peraltro, che non solo è essenziale per le guerre americane ma, come si è purtroppo constato sul campo, in Sicilia, nell’area Niscemi ed oltre, è una terribile fonte di inquinamento atmosferico che ha già portato alla malattia e alla morte, per leucemia e altri tumori, dei cittadini siciliani del territorio ( come, peraltro, accaduto per anni e anni e come tuttora  accade in Sardegna, nelle aree territoriali dominate dalla flotta, a testate nucleari, USA).

Il radicale cambiamento di linea, in senso filo americano e filo NATO, portato avanti dai gruppi dirigenti nazionali del M5S e rappresentato al più alto livello proprio dalla Ministra della Difesa Elisabetta Trenta, ha già provocato, all’interno della base “grillina”, ma anche tra i dirigenti nazionali e siciliani del M5S, grandi proteste e vere e proprie rivolte.

Il no al MUOS, che era stato un cavallo di battaglia dello stesso Beppe Grillo nelle sue “campagne” siciliane, che era stato una bandiera di lotta di Alessandro Di Battista  e di tanti altri dirigenti, siciliani e nazionali “grillini” e che solo pochi mesi fa veniva ribadito a Niscemi dalla Ministra della Salute Giulia Grillo e dagli altri “grillini” Gianluca Rizzo, presidente della Commissione Difesa alla Camera dei Deputati e Giancarlo Cancelleri, vice presidente dell’Ars, aveva , tra l’altro, portato il M5S, nelle ultime elezioni politiche, ad ottenere , proprio a Niscemi, il 53% dei voti , a fronte del 5% ottenuto dal PD, accusato dai “grillini” di subordinazione agli USA e alla NATO.

La nuova linea “grillina” sul MUOS in Sicilia ( ma in genere su tutta la politica internazionale, segnata dall’abbaiare alla luna quando si parla di Ue e da un filo atlantismo chiaramente dettato dalla Lega e subito in virtù del governismo cieco di Di Maio e dell’  ala liberista e filoamericana del M5S) chiede, innanzitutto ai comunisti, al PCI e alle forze della sinistra di classe, un nuovo, più determinato e lucido atteggiamento e posizionamento. Un atteggiamento volto innanzitutto a rilanciare la lotta, con a capo i comunisti ma con un intento ed uno stile di lavoro vastamente unitario, contro il MUOS a Niscemi e in generale contro le basi USA e NATO in tutta Italia, contro le politiche di guerra americane, contro il riarmo e con la parola d’ordine “ fuori l’Italia dalla NATO”; un posizionamento politico che, lucidamente, deve essere volto all’accentuazione delle contraddizioni interne al M5S, nell’obiettivo di  liberare dal quel grande corpo politico e sociale nazionale le forze migliori, riportandole su di un terreno di lotta avanzato e rafforzando così il fronte dell’opposizione. Un posizionamento politico che deve anche puntare alla ricostruzione, nella lotta, dell’unità dei comunisti e delle forze della sinistra di classe antimperialista e anticapitalista.

 La stessa lotta che dobbiamo fare ( sostituendo anche la parte vasta e pesante del M5S “governizzata”) sul fronte, abbandonato, dell’antimperialismo, dobbiamo  anche condurla sul fronte dell’Ue, con le parole  d’ordine (“ fuori l’ Italia dall’Euro e dall’Ue” ) ormai inevitabili e volte anche a stanare la coppia subordinata Salvini-Di Maio, per puntare davvero sia ad una nuova accumulazione di forze che passi per l’unità dei comunisti e della sinistra politica e sociale, che alla rimessa in campo di una seria opposizione dai caratteri di classe e di massa.

 

 

 

 

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