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Il PCI alla Marcia per il Clima e in tutte le mobilitazioni contro grandi opere inutili

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di Edoardo Castellucci, Segreteria Nazionale PCI e Responsabile Ambiente e Territorio

 

L’8 dicembre si terrà a Padova, come in altre città del mondo e d’Italia, la Marcia mondiale per il Clima. Iniziativa promossa dalla rete francese Il est encore temps (Siamo ancora in tempo). I cambiamenti climatici, sono la manifestazione più evidente delle disuguaglianze socioeconomiche e delle differenze nel consumo di risorse pro capite tra U.S.A., Europa e altri continenti e rappresentano l’evento cruciale di questi ultimi decenni dal punto di vista del consumo delle risorse naturali (combustibili fossili) e delle modificazioni che le attività umane provocano sugli equilibri della biosfera e, di conseguenza, sulle condizioni di territorio, ambiente, modi di vivere sul pianeta. Queste modificazioni profonde che le attività umane hanno determinato sul territorio e sull’ambiente ha portato al concetto di “antropocene” per indicare l’era geologica che attribuisce a l’umanità in generale e al suo consumo delle risorse la causa dell’imminente catastrofe ambientale.

Non si tratta però di un concetto puramente geologico scientifico, bensì etico e soprattutto politico. All’antropocene si contrappone il concetto di “capitalocene” che imputa l’alternarsi di siccità e alluvioni, l’estendersi della siccità, la crescente carenza di acqua per intere popolazioni, l’estinzione di un gran numero di specie animali e vegetali, la progressiva riduzione della disponibilità di combustibili fossili e le insostenibili emissioni di gas a effetto serra (soprattutto anidride carbonica e metano) non all’intera umanità ma al modo di produzione capitalistico e dei pochi individui che, in quanto proprietari dei mezzi di produzione, determinano le forme di interazione tra specie umana e ambiente globale.

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Le “marce” sono state indette nei giorni in cui si sta tenendo, a Katowice in Polonia, il vertice internazionale delle Nazioni Unite sul Clima e in Italia, in particolare, l’8 dicembre è anche una data simbolo per la lotta contro le grandi opere perché è l’anniversario di quella che è conosciuta come “presa di Venaus”, da parte dei NO TAV. Oltre alla marcia di Padova, saranno tante le mobilitazioni nel Paese a cominciare da quella di Torino, per la grande mobilitazione No Tav, per proseguire con le mobilitazioni nelle zone colpite dal sima in Centro Italia, nel Salento per la lotta contro la TAP e in Sicilia per ribadire il NO al MUOS. Tutte queste iniziative e manifestazioni faranno da collettore verso la grande manifestazione nazionale contro le devastazioni ambientali e il cambiamento climatico del prossimo 23 marzo a Roma.

Il PCI, come già sottolineato nel Programma “+ Stato – Mercato” e come ribadito nei documenti congressuali di Orvieto è in prima linea per la difesa e la salvaguardia dell’ambiente e del territorio in Italia e ritiene che per lottare contro il modello di crescita capitalistico occorre far convergere e unificare lotte ambientali, sindacali e sociali, in quanto ingiustizia economica, sociale e ambientale hanno la stessa matrice.

Pertanto, aderisce e partecipa alla Marcia mondiale per il Clima di Padova e a tutte le mobilitazioni in atto nel Paese, ed invita compagne e compagni ad operare con il movimento sindacale e con i movimenti ambientalisti nazionali e locali, che si oppongono alla Tav, al TAP, al Muos, alle Grandi Navi a Venezia, e che si battono contro le grandi opere inutili e distruttive dell’ambiente e del territorio, come autostrade e altre infrastrutture, contro pozzi di estrazione, gasdotti, trivelle e gassificatori, per garantire ai cittadini il mantenimento della salute come benessere psicofisico e sociale, lavorando per la tutela dell’ambiente e del clima, la cura del territorio e di ogni parte delle città, la conversione ecologica delle attività produttive e della mobilità, la sicurezza sui luoghi di lavoro, la qualità urbana diffusa, ed il riconoscimento dei diritti sociali, civili e di autodeterminazione.

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