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Coronavirus, stop a sinofobia

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di Dipartimento Esteri PCI

Il Partito Comunista Italiano esprime solidarietà alla Repubblica Popolare Cinese in questo momento difficile che sta attraversando a causa dell’epidemia da Coronavirus, che ha causato purtroppo delle perdite umane ed una difficile situazione per la popolazione di Wuhan. Esprime fiducia ed apprezzamento per le misure adottate, atte a contenere il contagio nel paese ed all’estero e per la volontà di ritornare in tempi rapidi ad una situazione di normalità.

Il Coronavirus è stato definito dall’OMS un’emergenza globale e come tale va affrontato, facendo appello alla comunità internazionale affinché si possa trovare una soluzione che possa debellare questo male. Il PCI è orgoglioso che anche un’equipe italiana abbia isolato il virus e costruito la mappa genomica, aprendo strade per la ricerca e l’individuazione di cure e vaccini. Si coglie quindi l’occasione per ricordare che la struttura sanitaria nazionale e la ricerca medica italiana è all’avanguardia nel mondo e che proprio per queste ragioni merita maggiori risorse ed un’attenzione speciale per i ricercatori, che troppo spesso vivono una condizione di precarietà inaccettabile.

Alla comprensibile preoccupazione per i cittadini italiani si sta accompagnando in questi giorni, però, una esagerata campagna mediatica che, anziché informare, sta generando panico e paura incontrollata. L’OMS l’ha definita infodemia, ossia la sovrabbondanza di informazioni che rendono difficile per le persone trovare fonti affidabili. Questo ha favorito un terreno di coltura per atti di discriminazione e razzismo nei confronti dei cittadini cinesi nel nostro paese.

Il Partito Comunista Italiano condanna fortemente questi episodi di intolleranza ed esprime solidarietà incontrollata ai cittadini cinesi presenti sul proprio territorio e sostiene gli episodi di solidarietà nei confronti della comunità cinesi che alcune istituzioni locali ed associazioni stanno promuovendo.

Allo stesso tempo, il Partito Comunista Italiano critica fortemente la decisione del governo di bloccare unilateralmente tutte le comunicazioni aeree con la Cina (unico caso in Europa e che non impedisce a nessuno di recarsi in Cina facendo scalo in altre capitali europee), proprio all’inizio di questo anno, nel quale si celebrano invece i 50 anni di relazioni bilaterali diplomatiche tra il nostro paese e la Repubblica Popolare. Con queste decisioni drastiche non si intaccano solo le relazioni, ma anche la nostra economia che proprio nei settori del lusso e del turismo (rispettivamente il 50 della bilancia commerciale ed il 10% del Pil italiano) vedono nell’interscambio con la Cina un partner strategico. Questa decisione, sembra esser figlia del solito sensazionalismo ricercato per avere consenso elettorale, e non una scelta che salvaguardia realmente gli interessi del paese.

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