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Da Cuba un’equipe medica per l’Italia, la solidarietà e la cooperazione contro il COVID 19

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di Francesco Valerio della Croce, Segreteria Nazionale PCI
e Responsabile Esteri

Salutiamo l’arrivo in Italia di un’equipe di circa 50 medici provenienti da Cuba e ringraziamo questo grande Paese per l’aiuto e la solidarietà che dal primo momento ci è stata dimostrata. Il gruppo di medici cubani opererà nell’ospedale da campo allestito a Crema. In più, accogliamo ancora una volta la disponibilità del farmaco Interferone Alfa 28, già brillantemente utilizzato in Cina, garantita da Cuba. Solo un insensato atteggiamento (quanto subalterno all’atlantismo) può ignorare questa preziosa disponibilità che viene da Cuba a fornire un ulteriore contributo generale alla lotta contro il COVID. Torniamo a chiedere – e chiediamo anche a tutta l’opinione pubblica che crede nella cooperazione internazionale come strumento per il superamento di questa emergenza – che cada il veto nei confronti di questo farmaco, che esso venga utilizzato anche nei nostri ospedali.

Dopo l’arrivo di medici, strumenti, forniture, risorse e medicinali provenienti dalla Cina popolare, questo atto fraterno di Cuba socialista consolida la necessità di un nuovo sistema di relazioni strategiche che l’Italia deve perseguire.

Supereremo l’emergenza solo se usciremo in modo radicalmente diverso da come tutto è iniziato: costruiamo un sistema di relazioni internazionali che archivi definitivamente l’euroatlantismo, verso un multipolarismo fondato su una umanità con un destino condiviso e sulla cooperazione.

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