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Noi sappiamo da che parte stare!

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di Mauro Alboresi, Segretario Nazionale PCI

I fatti evidenziano sempre più l’esigenza di adottare misure atte a contrastare la diffusione dell’epidemia da coronavirus. Ciò investe anche e soprattutto l’ambito lavorativo. Siamo tra coloro che da subito si sono dichiarati per la chiusura di tutte le attività produttive non essenziali, evidenziando la necessità della massima chiarezza possibile circa la definizione di ciò che deve essere garantito.

Come sottolineato da molti organi di stampa e di informazione, l’intesa raggiunta al riguardo sabato scorso tra le parti sociali, è stata unilateralmente modificata nottetempo, in senso espansivo, dal governo, su pressione della confindustria, determinando una situazione inaccettabile, sia dal punto di vista del metodo, sia soprattutto del merito.

Le proteste dei lavoratori registratesi successivamente in molte realtà produttive, gli scioperi, promossi da alcune realtà sindacali, minacciati da altre, hanno indotto il governo a ritornare sui suoi passi, a rimettere mano all’elenco delle attività lavorative da considerare essenziali, e come tali da garantire. Ciò è avvenuto, ovviamente, con la contrarietà della Confindustria, che in questa fase non ha perso occasione per porre l’accento sulla necessità di garantire sì la salute ma anche, verrebbe da dire soprattutto, il massimo della produzione.

Al di là delle possibili considerazioni circa l’atteggiamento altalenante del governo in rapporto alle parti sociali, alla confusione, alle tensioni che ne sono derivate, conta il fatto che si sta andando nella direzione necessaria: tutto ciò che non è riconducibile allo stato di necessità deve essere chiuso, e servono al riguardo adeguati controlli e sanzioni.

Siamo certi che su questa questione non verranno meno, nei prossimi giorni, ulteriori pressioni, sia da parte dei lavoratori, che giustamente chiedono certezze, anche e soprattutto sul piano dell’adozione di tutte le misure necessarie a garantire il massimo della sicurezza possibile nell’ambito dell’attività lavorativa alla quale sono chiamati, sia da parte delle associazioni imprenditoriali, inevitabilmente all’insegna della salvaguardia del profitto.

Noi sappiamo da che parte stare: prima viene la salute, la vita!

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