IL GOVERNO DECIDE DI COSTRUIRE UN “MUSEO DEL RICORDO” A ROMA 

Dario Marini – Segretario Regionale PCI Veneto

Come ogni anno, in questi giorni, torna la polemica sulle tragiche vicende delle Foibe istriane. E’ recentissima la notizia che il governo Meloni ha deciso la costruzione a Roma di un “Museo del Ricordo”. Sono convinto che tale scelta, in questa fase politica del nostro Paese, rientra nella strategia della spinta a varie forme di revisionismo, spesso direttamente o indirettamente strumentali ai disegni delle forze di destra. Purtroppo, temo che in tale museo non sarà dedicata nessuna sala al dovere storico di tramandare, come monito alle future generazioni, il ricordo dei massacri perpetrati dai nazi-fascisti nei territori della ex Jugoslavia (e stato scritto molto su tale argomento: mi permetto solo di segnalare il libro di Edmond Paris “Genocidio nella Croazia Satellite”). Di conseguenza, ritengo doveroso stimolare una breve riflessione su questa controversa pagina di storia, ferma restando la “pietas” e il rispetto per le vittime, tutte le vittime. Partendo da Tucidide, tutti i grandi storici ci hanno insegnato a ricercare e comprendere i nessi causa-effetto nelle vicende belliche. Non voglio giocare a fare lo storico, però ritengo necessario ricordare ai lettori che furono le truppe nazi-fasciste ad invadere proditoriamente il regno di Jugoslavia, nazione che si era dichiarata neutrale fin dall’inizio della guerra. I popoli, di quello che fino ad allora era stato uno stato sovrano e indipendente, si ribellarono e lottarono – sotto la giuda del maresciallo Tito – contro gli eserciti stranieri che avevano occupato e devastato le proprie terre. Pagarono la riconquista della libertà con tre anni di una guerra di liberazione sanguinosissima, che provocò un milione e mezzo di morti, fra partigiani e popolazione civile. Le Foibe, purtroppo, furono una delle tragiche conseguenze di una catena di odi e di vendette che, sciaguratamente, andò avanti alcuni mesi dopo la fine della guerra. Ciò va condannato, ma non deve servire a occultare gli errori e gli orrori del fascismo, e i lutti, le devastazioni e le sofferenze, che quel regime ha provocato. Senza i deliri militaristi di Mussolini L’Istia e la Dalmazia farebbero ancora parte del nostro Paese, e migliaia di profughi non avrebbero dovuto abbandonare le terre dove erano nati e cresciuti.

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