TAGLI AGLI ENTI LOCALI: IL DECRETO DEL GOVERNO DEVE ESSERE RITIRATO!

Con uno dei decreti attuativi della legge di bilancio il Governo Meloni ha previsto un taglio consistente di risorse ai Comuni e alle Provincie, che segue la riduzione già effettuata lo scorso anno e in quelli precedenti. Si tratta di 250 milioni in meno, ogni anno per 5 anni, per un totale complessivo di un miliardo e 250 milioni di euro. La metà di questi tagli dovrà riguardare la spesa corrente e l’altra metà proporzionalmente ai fondi PNRR arrivati agli Enti locali. Con una mano e molto strombazzamento si sono dati Fondi europei, per i quali fra l’altro l’Italia dovrà pagare fior di interessi, con l’altra si tolgono risorse e si comprimono servizi negli Enti locali più vicini ai bisogni dei cittadini. Si tratta di scuole, asili nido, trasporti, assistenza agli anziani, servizi per i disabili, viabilità. Si raschia il fondo del barile per acquistare e inviare armi in Ucraina per sostenere la continuazione della guerra invece del negoziato, e si spinge ancora a beneficio di interessi privati sulle privatizzazioni.


Si annunciano peggioramenti a partire dai più deboli, persone fragili, famiglie bisognose. Su questa linea antipopolare il governo Meloni ha contemporaneamente azzerato il fondo di sostegno per gli affitti e aveva già abolito il reddito di cittadinanza senza sostituirlo con niente di efficace. Queste sarebbero le cosiddette “politiche per la famiglia” con cui le destre si riempiono la bocca.

Di fronte ai dati drammatici sulla povertà in Italia, certificati dall’Istat (sotto la soglia 2 milioni 235 mila famiglie  fra cui molti minori di 18 anni (dati Istat 2024), ai dati pure drammatici conseguenza dei tagli alla sanità pubblica, con 4 milioni e mezzo di cittadini costretti a rinunciare a visite specialistiche, il governo aggrava le politiche di austerità e dirige i colpi verso chi ha di meno.

Si taglino le spese militari, si tassino i grandi patrimoni, si ridiano i fondi tolti agli Enti locali e alla sanità pubblica e al fondo per gli affitti. Via il governo della finanza e degli sfruttatori.

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