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Nave Diciotti, accogliere i 177 migranti e superare l’attuale gestione emergenziale, militarizzata e “straordinaria”

Terzo giorno della nave Diciotti al porto di Catania, arrivata la notte tra domenica e lunedì con 177 migranti a bordo. Terzo giorno di mobilitazione indetta dalla rete antirazzista catanese.

Grazie alla mobilitazione, ai numerosi appelli, all’ispezione effettuata dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, la notte scorsa sono stati fatti scendere 27 minori non accompagnati, tra cui una ragazza.

Una situazione insostenibile. La nave della guardia costiera ferma al porto di Catania, con ancora 150 persone prigioniere e il suo carico di indicibile sofferenza, è il risultato drammatico di anni di politiche criminali rispetto al problema dell’immigrazione, a partire dalla Bossi-Fini per arrivare alle leggi Minniti-Orlando, ed è lo specchio dell’ambiguità e della pericolosità del governo Lega-5stelle.

Una politica criminale che oggi viene rivendicata con arroganza dal ministro Salvini nel silenzio colpevole delle altre forze politiche e in particolare dell’alleato di governo, il movimento 5 stelle.

Un silenzio che consente i toni sempre più beceri di un politicante che usa le persone come arma di ricatto e di propaganda, spregiando la nostra Costituzione.

Il PCI, convinto che si debba superare la gestione emergenziale, militarizzata e “straordinaria” dell’accoglienza, chiede con forza, insieme al movimento antirazzista catanese, di far scendere, subito, tutte le persone presenti nella nave e porre mano a forme di accoglienza che rispettino  i più basilari diritti delle persone.

di Roberto Bauccio, segretario regionale PCI Sicilia

e Pina La Villa, segretaria federazione PCI di Catania

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