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“Transfert” Un’opera prima

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di Laura Baldelli

Dopo le mega-produzioni hollywoodiane ed i fasti della notte degli Oscar, deludente nei riconoscimenti politicamente corretti, ecco un film italiano, un’opera prima che ha vinto un premio come miglior film a basso badget al Gold Movie Awards.

“Transfert” è stato presentato in anteprima nazionale al Roma Web Fest, tenutosi al MAXXI, accolto con molti applausi dalla critica e dal pubblico, molto apprezzato anche in diversi festival internazionali dove ha raccolto diversi premi.

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E’ facile fare buoni film con grandi badget e professionisti importanti, sceneggiature tratte dai romanzi, i cui diritti vengono comprati con denaro sonante.

Difficile, anzi eroico è invece girare un film a Catania, con attori sconosciuti, scriversi la sceneggiatura e farsi il montaggio: è il caso del regista catanese Massimiliano Russo, che nel film è anche attore.

Ma ancora più rischioso è raccontare di terapia psicoanalitica.

Il film è stato presentato come un thriller psicologico, supportato da una buona sceneggiatura caratterizzata da colpi di scena, costruita seminando indizi, grazie anche ad un buon montaggio, che solo alla fine, lo spettatore ricompone  come in un  puzzle.

Buone  le interpretazioni, che hanno convinto i critici, tanto che anche gli attori hanno vinto dei premi all’Orinos Film Awards, assieme alla migliore regia e sceneggiatura di Massimiliano Russo.

L’atmosfera onirica del film ci immerge in un thriller della mente, tra sogno e realtà, dove le ambientazioni claustrofobiche, segnate da una fotografia minimal, contribuiscono alla narrazione delle ossessioni dei pazienti, che si manifestano nei piccoli malesseri quotidiani e il montaggio secco e rapido sostiene la narrazione a intreccio.

Nella storia del cinema, moltissimi, sono i thriller a tema psicoanalitico, ma “Transfert” non esplora le conseguenze delle psicosi, ma si sofferma proprio sul transfert, la prima tappa del percorso di guarigione, inscenando un vero e proprio gioco di specchi, in cui la mente combina strani scherzi.

L’incipit del film, rispetta le regole del thriller e volutamente disorienta lo spettatore, totalmente catturato dalle storie dei personaggi-pazienti e dal legame con lo psicoterapeuta, vedrà tutto deformato, ma scatta la sfida ad indovinare il colpevole

“Transfert” è un’opera prima di giovani, che hanno dimostrato di saper fare cinema, apprezzata oltre i confini nazionali, lo dimostrano i premi. E’ una coraggiosa produzione indipendente la Change of (he)art del regista Massimiliano Russo e questo ci dimostra come il cinema possa essere una vera e propria industria che crea lavoro, con impatto ambientale zero, che produce cultura e ricchezza, che dà continuità ad una tradizione nazionale che ha reso famoso il cinema italiano nel mondo.

Non è certo un film da multisala del centro commerciale, ma nelle piccole sale indipendenti dove ha girato, il film ha fatto il pieno ed ha avuto apprezzamenti anche dal pubblico, oltre che dalla critica.

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