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IL GOVERNO ITALIANO INCONTRA I “GOLPISTI” VENEZUELANI. La dura condanna del PCI e l’esigenza della lotta

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di Fosco Giannini, Responsabile Dipartimento Esteri PCI

Roma 11 febbraio. Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha ricevuto oggi alla Farnesina, anche a nome del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Presidente della Commissione Esteri dell’Assemblea Nazionale venezuelana, Francisco Sucre, accompagnato dall’ex Sindaco di Caracas, Antonio Ledezma, e da Rodrigo Diamanti, rappresentante di Juan Guaidó per gli aiuti di emergenza provenienti dall’Europa”.

Questa è la nota ufficiale che la Farnesina ha ufficialmente emesso ieri, 11 febbraio, dopo l’incontro tra il Ministro degli Affari Esteri del governo “sovranista” italiano Enzo Moavero Milanesi e la delegazione “golpista” venezuelana inviata in Italia direttamente da Trump ( governo “sovranista” italiano: sovrano di che cosa, se sei il servo genuflesso dell’imperialismo USA e della NATO? Perché non smettono di raccontare questa gigantesca balla coloro che chiamano ancora “sovranista” questo governo giallo-verde, già tante volte, in pochi mesi di vita, genuflessosi all’Ue, agli USA e alla NATO?). Le positive posizioni assunte dall’ala “grillina” del governo Conte dopo il “golpe” di Guaidò del 23 gennaio scorso organizzato da Washington a Caracas, nonostante la posizione subito filo golpista di Salvini, avevano acceso qualche speranza di resistenza, sia in relazione alle spinte filo USA dell’Ue che rispetto alla massiccia pressione americana.

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L’incontro di ieri tra il Ministro degli Affari Esteri del governo “sovranista” italiano con la “squadra amerikana” di traditori venezuelani, venuta anche a Roma nel tentativo di allargare il consenso internazionale all’ipotesi di intervento militare USA contro Maduro, ha rapidamente cancellato quella piccola speranza. Con l’incontro di ieri e il comunicato della Farnesina la linea filo USA e ferocemente anticomunista e antibolivariana di Salvini, all’interno del governo, sembra aver già vinto (motivo in più per lavorare al fine di separare la Lega dal M5S). Con una virata a destra, peraltro, che getta un alone persino rivoluzionario sul Vaticano, che non ha invece voluto incontrare l’ignobile delegazione dei servi USA a Roma, essendo Papa Francesco consapevole, non da ora, che il riconoscimento di Guaidò quale presidente ed unico soggetto legittimo politico in campo renderebbe immediatamente praticabile l’intervento militare USA in Venezuela. Con i terribili e verosimili pericoli di guerra internazionale che un nefasto evento di questo tipo comporterebbe.

L’incontro tra Moavero Milanesi e la delegazione “golpista” è stato reso ancor più grave, se possibile, dagli inqualificabili personaggi che hanno composto la delegazione di Trump-Guaidò. Infatti, oltre a Francisco Sucre, già presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento venezuelano, personaggio tanto patriottico da aver già più volte chiesto l’intervento militare USA contro il proprio Paese e contro il proprio popolo, oltre Rodrigo Diamanti, l’uomo che fa da raccordo tra i “golpisti” di Guadò e l’Ue, ad incontrare il Ministro degli Affari Esteri italiano vi era il famigerato e delinquenziale Antonio Ledezma, “golpista” fuggiasco, conosciuto in tutta l’America Latina per le sue sanguinarie “imprese” antipopolari e controrivoluzionarie. Ledezma, nel 1992, da Governatore del Distretto Federale di Caracas, nominato dall’allora presidente Carlos Andres Perez, s’impegnò e “si mise in luce” per una particolarmente brutale repressione delle lotte studentesche, accanendosi anche contro i giornalisti.

Come sindaco del Municipio Libertador (1996-2000) Ledezma fu a capo di pesantissimi pestaggi contro la celebre lotta degli ambulanti e contro le grandi manifestazioni dei pensionati.

Sconfitto alle elezioni del 2000 dal candidato della Rivoluzione bolivariana, Freddy Bernal, non accettò la propria sconfitta, minacciando violentemente il vincitore.

Nel 2002 Ledezma fu uno dei protagonisti del colpo di Stato contro Chavez e uno dei maggiori organizzatori della serrata del comparto petrolifero, volta ad aprire una crisi verticale nel Paese e al rovesciamento di Chavez. Nel 2004 fu uno dei principali coordinatori del “Plan Guarimba”, un nuovo progetto “golpista” controrivoluzionario e portato avanti a nome degli USA. In questa occasione fu accusato di aver organizzato i militanti del proprio partito, Alianza al Bravo Pueblo, per l’incendio della sede del partito Movimento V Republica, a Caracas. Per giungere al 2014, quando è tra i partecipanti diretti del piano “golpista” “La Salida”, durante il quale morirono 43 venezuelani totalmente innocenti e un centinaio furono i feriti.

Questo è l’uomo che oggi chiede “l’intervento umanitario” degli USA contro la Rivoluzione Bolivariana, è l’uomo che guida le delegazioni internazionali dell’ex agente della CIA Guaidò, l’uomo che gode della fiducia degli USA e di Trump e che il governo italiano ha elevato al rango di interlocutore politico internazionale.

Di fronte a tanto orrore, di fronte alle minacce belliche USA, al “golpismo” dell’Ue e al servilismo del governo italiano, è tempo che a fianco del legittimo governo del Venezuela, della Rivoluzione Bolivariana, del vero Presidente, Maduro, e del popolo venezuelano si alzi la voce non solo dei comunisti, ma dell’intero popolo della sinistra italiana, di tutti gli antifascisti, dei pacifisti e dei sinceri democratici, che se presto non prenderanno coscienza della realtà e non usciranno dai loro limbi si trasformeranno in complici di nuovi crimini e nuove carneficine. Prendano presto coscienza affinché non vi sia un altro Vietnam, un altro Iraq, un’ altra Libia, un’altra Siria, un’altra Palestina.

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