LA RICORRENZA DEL 4 NOVEMBRE: LA COMMEMORAZIONE DI UNA GUERRA IMPERIALISTA CHE PRODUSSE MILIONI DI MORTI IN EUROPA

Il ministro della Guerra Crosetto, già Presidente di una associazione che cura gli interessi dei produttori e venditori di armi, sarà presente, a Cagliari alla cerimonia del 4 Novembre avendo già provocatoriamente ribadito che tutto continuerà come prima:
l’occupazione di parti significative della nostra Isola, come pure i giochi e le simulazioni di guerra che continueranno, alla faccia delle aspirazioni del popolo sardo.
Tutto ciò, nonostante la forte opposizione della maggioranza del popolo sardo alle servitù e alle basi militari nella nostra Isola
che da decenni è obbligato a sopportare mortificanti limitazioni nel suo territorio; che subisce le conseguenze devastanti per la
salute e per l’ambiente, a causa dell’avvelenamento dei suoli e per effetto dello spargimento di sostanze tossiche e radioattive allorché gli eserciti NATO effettuano qui i loro giochi di guerra
LA MESSINSCENA PATRIOTTARDA CHE STANNO ALLESTENDO, LA PARATA MILITARE IN POMPA MAGNA PER FESTEGGIARE LA
RICORRENZA DEL 4 NOVEMBRE, NON PUO’ CANCELLARE UNA REALTA’ STORICA, NON PUO’ MALDESTRAMENTE NASCONDERE CHE ESSA FU UNA GUERRA IMPERIALISTA IN CUI MILIONI DI UOMINI DELLE CLASSI SUBALTERNE FURONO MANDATI AL
MACELLO IN TUTTI I FRONTI DI GUERRA. LA SARDEGNA PAGO’, IN PERCENTUALE, IL PIU’ ALTO TRIBUTO ALLA GUERRA INSENSATA, CON QUASI 14 MILA MORTI.
Cosa devono festeggiare, dunque? Le avvisaglie di una nuova carneficina a livello globale, dopo quella Russo-Ucraina (per
procura della NATO) e quella che sta ultimamente avvenendo in Palestina?
Occorre protestare, opporsi energicamente, a partire da quello che sta succedendo nella striscia di Gaza, a seguito dei bombardamenti israeliani che si susseguono da giorni, quale risposta all’attacco terroristico di Hamas dello scorso 7 Ottobre. Questo non può non scuotere le coscienze, questo eccidio è inaccettabile. Il bilancio sempre più drammatico dei morti, essenzialmente civili, è salito ormai a quasi 9.000; di questi oltre 3000 sono bambini, a questi si sommano oltre 23
mila feriti. E’ la conferma che siamo di fronte ad una vera e propria indiscriminata carneficina. Il non rispetto del diritto
internazionale è un dato di fatto, e con esso il trovarsi di fronte a crimini contro l’umanità. Quanto sta accadendo conferma che la violenza chiama violenza, e segnerà il rapporto tra la popolazione israeliana e quella palestinese per gli anni a venire.
Per il nostro Partito, il Partito Comunista Italiano, la risposta resta quella dei “due popoli-due Stati”, e affinché ciò si affermi, è necessario che i diversi Paesi riconoscano lo Stato Palestinese. Noi, il PCI, in tale ottica, siamo e restiamo al fianco
del popolo palestinese, delle sue legittime aspirazioni, e manifesteremo nelle diverse piazze del Paese, anche se il governo italiano decidesse di allinearsi ad altri Paesi europei che inneggiano alla libertà di espressione salvo poi negarla quando confligge con le proprie posizioni.
NO ALLA RETORICA MILITARISTA, BASE IDEOLOGICA DELLE AGGRESSIONI IMPERIALISTE . NO AI MASSACRI IN PALESTINA. FERMIAMO LA STRAGE. DUE STATI PER DUE POPOLI!
Partecipiamo alla manifestazione SABATO 4 NOVEMBRE ORE 9,30 in Piazza Giovanni XXIII
a Cagliari
Partito Comunista Italiano – Federazione di Cagliari, via Buragna, 20

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